L'imbarazzo della scelta

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L'imbarazzo della scelta
Autore
Luigi Ferdinando Dagnese
Editore
Robin Edizioni
Pubblicazione
19 ottobre 2012
Categorie
La prosa dinamica di Luigi Ferdinando Dagnese nell’"Imbarazzo della scelta" ci rende ansiosi di sapere cosa succede nella pagina dopo, e in quella dopo, e in quella dopo ancòra. Fin dall’inizio condividiamo l’inquietudine del protagonista trentacinquenne, Gian Bermond, membro di una famiglia torinese altoborghese, il quale si domanda se il Cairo sarà la sua ultima opportunità mancata di affermarsi come corrispondente estero. Nulla quadra nella vita di Bermond al Cairo mentre rimugina sul suo divorzio da Carlotta, sulla fidanzata Ada, resa irreperibile da un soggiorno a New York, sul suo impiego saltuario alla American University, sugli espatriati americani con cui intrattiene rapporti amicali al Nile Hilton Hotel, agenti, forse, ma per conto di chi?, e sull’identità sospetta di alcuni degli studenti che guida nella redazione di un periodico universitario.
Dagnese è riuscito in un’impresa che ha eluso molti scrittori: non c’è traccia di sentimentalità nella maniera in cui ritrae tanto gli egiziani quanto gli occidentali. Si avvertono distintamente nelle sue pagine le prime scosse degli eventi violenti destinati ad esplodere in Egitto subito dopo l’avventura del suo protagonista. D’improvviso, la morte di Nagla, l’amante araba di Bermond, gli rivela l’esistenza di un altro Cairo, una città subdola e spietata annidata proprio dietro la facciata del palazzo di lusso in cui risiede. Si trova scaraventato giù per le malferme scalette di servizio e i vicoletti dov’è di casa invece il devoto ma evasivo Ahmed, suo improvvisato collaboratore. Con logica inesorabile, la rete segreta di delatori procuratagli da Ahmed porta Bermond a coadiuvare l’esecuzione di una macabra sentenza di morte a spese di certi criminali politici; e intanto Bermond trova in se stesso le risorse e l’audacia che lo portano finalmente al successo professionale. Messo alle strette, questo figlio privilegiato della Vecchia Europa si adatta alla realtà letale di un intrigo degno di Le Carré e surclassa la stampa internazionale. Nel farlo, si muta nell’operatore semi-clandestino che era comunque destinato a diventare. L’assuefazione di Bermond alla piscina del Nile Hilton Hotel suggerisce l’immersione del fonte battesimale. C’è qualcosa di misterioso nel ritorno a casa che chiude il romanzo.
La gioia con cui Dagnese comunica il sentimento ispirato dalle montagne invernali e dalla Torino innevata fa da contrappunto, la vigilia di Natale, all’arida brutalità del Cairo. Questa epifania — analoga chiaramente al “tempo ritrovato” prustiano — ci lascia, al pari di Bermond, con il cuore sospeso, impazienti di incontrare il futuro, ma anche perplessi sull’enigma del rapporto tra scelta e destino. Non saranno solo gli ammiratori del "Quartetto di Alessandria" di Lawrence Durrell, ambientato nell’Egitto del dopoguerra, ad apprezzare l’approccio differente di Dagnese, un thriller ambientato in un nuovo Egitto colmo di pericoli. Questa è essenzialmente la vicenda di un individuo che, dapprima alienato, e relegato al dimenticatoio della Storia, ha la sfrontatezza di voler vivere.
(Gerald Gillespie Stanford University)

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