Immagini dall'Italia

"Immagini dall’Italia, è un resoconto del viaggio intrapreso da Dickens in Italia, insieme alla sua famiglia, tra il 1844 e il 1845. Il suo viaggio parte da Parigi, in una carrozza. Passa per Lione e per Avignone e avvicinandosi al confine con l’Italia egli rimane affascinato dalle bellissime e innevate Alpi. Prosegue il viaggio in carrozza fino a Marsiglia, dove prende una nave diretta a Genova. Una volta arrivato ne nota subito il sudiciume, il cattivo odore, le strette e squallide strade, la presenza di edicole votive un po’ ovunque, la diversità dei palazzi, dei negozi, delle case e di tutto quello che aveva visto nelle precedenti città Francesi. Durante il periodo che passa a Genova, egli soggiorna in una villa ad Albaro, un luogo abbastanza trascurato e in una zona isolata dal resto della città, per poi trasferirsi al Palazzo delle Peschiere, a cui si affezionerà particolarmente per il bellissimo panorama di cui poteva godere da entrambi i lati del palazzo.Lascia poi Genova per recarsi a Piacenza, che descrive come vecchia, decaduta e fosca, piena di povertà e di palazzi austeri e cupi, in cui regna l’erbaccia. Per arrivare a Bologna egli passa per Parma e per Modena. Nella dotta e solenne Bologna, che a Dickens pare alquanto tenebrosa, visita il cimitero, caratterizzato dalla presenza di un Cicerone che ne illustra le tombe presenti.Si reca poi a Venezia, passando per la deserta e spopolata Ferrara. La visita a Venezia, è vissuta come un sogno in cui la città è rappresentata da un cimitero in mezzo al mare in un’atmosfera molto cupa.Visita Verona, Mantova, per poi arrivare a Milano, di cui dice che è tanto bella da non sembrare nemmeno un città italiana.Ritornato a Genova, inizia la sua discesa per andare a visitare Roma, passa prima per Carrara, dove ammira le cave di marmo e poi per Pisa, di cui descrive in maniera divertente la Torre pendente, sempre circondata dai mendicanti. E per arrivare a Roma passa per Livorno e Siena.Roma, la città eterna, viene descritta per le sue innumerevoli rovine sparse un po’ ovunque, per il gran numero di mendicanti, per ciò che ne rimane del Colosseo, per il divertente carnevale con il suo gioco del “moccolo”, per gli innumerevoli monumenti e chiese presenti, per le affollate cerimonie religiose a cui partecipa durante la settimana santa, per la sfarzosità delle chiese e per le molte persone inginocchiate in esse.Si dirige poi a Napoli, città che Dickens trova particolarmente sudicia, sporca, squallida, in cui poca gente lavora effettivamente, poiché molti di loro sono ladri o mendicanti e dove c’è un gesto per esprimere qualsiasi cosa. L’unico aspetto positivo di quella città è il panorama offerto dal Vesuvio (l’unico che è sempre in “attività”) e dal Golfo. Un’altra peculiarità di Napoli che incuriosisce Dickens è il gioco del Lotto.Prima di ritornare in patria, passa ancora per Firenze; lasciando poi affettuosamente l’Italia, che, per quanto sia misera e in decadenza, possiede comunque innumerevoli bellezze.

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