La vocazione teatrale di Wilhelm Meister

Wilhelm Meister, protagonista indiscusso dell’opera, percorre un iter che lo conduce sempre più prossimo alla piena realizzazione della sua più intensa passione: il teatro. Un’inclinazione che scaturisce quasi in maniera casuale dal maneggiare i burattini dati in dono dalla nonna paterna al nipote bambino, e si sviluppa insieme al personaggio stesso, che tenta e riesce a staccarsi dalla sua condizione iniziale di medio borghese destinato a un’arida vita fatta di conteggi e fatture nella bottega del padre, per arrivare a realizzare tra viaggi repentini, tormenti interiori, digressioni sulla situazione storica sociale e letteraria settecentesca, riferimenti a grandi nomi del teatro da Shakespeare a Racine e Molière, incontri inattesi e amori impellenti, il suo più grande sogno: una vita a teatro, catarsi dell’anima.Pubblicato solo nel 1911, scritto in uno stile aulico ed elegante, il romanzo non ebbe una stesura regolare e insieme a Gli Anni di Apprendistato è considerato da alcuni critici una delle prime forme di Bildungsroman.

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