Un diario

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Un diario
Autore
Robert Walzer
Editore
Faligi Editore
Pubblicazione
25 aprile 2014
Categorie
"Jakob von Gunten è uno studente dell’Istituto Benjamenta, una scuola per camerieri. Egli racconta, sotto forma di diario, ciò che avviene intorno a lui durante la sua permanenza di studio.L’istituto si presenta immediatamente come un luogo tetro e insolito: le aule deserte, i misteriosi appartamenti inaccessibili, i professori che dormono, gli allievi che non imparano nulla, devono studiare a memoria il regolamento, che vieta loro anche di ridere, persino con gli occhi. La scuola sembra vivere malinconicamente sull’eco di un passato glorioso. Le uniche pennellate di colore in mezzo a quell’atmosfera grigia sono date dalla sorella del temibile direttore Benjamenta, la signorina Benjamenta, una giovane donna malinconica e delicata, per la quale Jakob nutre un sentimento di timida venerazione. La fanciulla è malata e non le resta molto da vivere.Jakob si sofferma anche su dettagliate descrizioni dei suoi compagni: Heinrich, il più piccolo dell’istituto, innocente e infantile; Schacht, sognatore e di salute cagionevole; Schilinski, bello ma totalmente privo di intelletto; Peter il lungo, definito da Jakob come “il più stupido e il più impacciato” fra gli allievi; Hans, il contadinello del Meclemburgo che sembra essere uscito da una fiaba dei fratelli Grimm. Ma è su Kraus che si sofferma in particolare, l’allievo modello che incarna perfettamente lo spirito del servo impeccabile, si precipita ad eseguire ogni ordine che gli viene impartito e che trascorre le sue giornate imparando le lezioni a memoria. Jakob ammira e disprezza Kraus allo stesso tempo: egli vorrebbe essere diligente e sottomesso come il suo compagno, ma vuole anche godersi la vita, fare esperienze. Attraverso il suo diario, un flusso di coscienza ora ben strutturato, ora illogico e costellato di sogni macabri, ripugnanti o infantili, Jakob ci propone un capovolgimento dei valori borghesi nella società capitalistica dei primi anni del ‘900: il protagonista non disdegnerebbe di essere ricco, ma non mira nemmeno alla tipica arrampicata sociale, osserva con distacco i signori in carrozza per le strade della città, così come gli artisti che sgomitano per ottenere un posto nell’Olimpo. Jakob, sebbene provenga da una famiglia nobile, ha come aspirazione quella di diventare un servo, uno “zero bello tondo”. E suo fratello Johann, un uomo ormai “arrivato”, usa lo stesso numero per definirlo: «Ora sei, per così dire, uno zero, caro fratello. Ma quando si è giovani, bisogna pur essere uno zero, perché non c’è niente di più deleterio del significare qualcosa precocemente, troppo presto». La conversazione con il fratello è un passaggio chiave, illustra chiaramente quali sono i valori da perseguire per entrambi. Johann prega Jakob di rimanere esattamente quello che è, perché quando sarà arrivato in alto, non ci sarà niente che lo renderà felice, ogni cosa sarà corrotta e senza onore.Dopo la morte della signorina, tutti gli allievi, uno dopo l’altro, lasciano l’istituto: tutti hanno trovato un impiego, un posto nel mondo. Anche Jakob abbandona l’istituto, ma per intraprendere un viaggio avventuroso con il signor Benjamenta, il direttore della scuola, che, sebbene inizialmente mostri una forte ostilità nei suoi confronti, alla fine rivela quasi un timore reverenziale. Decide di smettere di riflettere sulla vita, e di andare a viverla. Nelle ultime righe del diario Jakob torna a definirsi uno zero, ma stavolta specifica di essere uno zero se da solo. Dunque partendo con il direttore rinuncia a quanto aveva aspirato fino a quel momento, non desidera più essere un nulla. Non rinnega le sue precedenti ambizioni, bensì decide di uscire totalmente dalla scala sociale, di abbandonare definitivamente la sua vita nell’istituto. Infatti non vuole lasciare nulla in sospeso, vuole congedare da tutti, in modo da non dover più tornare indietro. "

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