La verità sospetta

La verità sospetta, scritta all’incirca attorno al 1621, è l’opera che meglio riassume, non solo la poetica di Alarcón, tesa tra etica e semplicità, ma anche le principali peculiarità dei Secoli d’Oro, con i loro valori morali al confine con l’inganno, gli amori al limite degli interessi, la vita di corte insomma.Ecco come con totale garbatezza e sottile ironia Alarcón dipinge i corteggiamenti tra i diversi casati di una Madrid che alterna la lussuria alla castità, che vede donne volubili affacciarsi al balcone dell’arguzia e della discrezione, incrociando gli sguardi di contendenti scaltri ma talvolta impacciati, seguiti da saggi maestri che gli insegnano la morale sull’ironico sfondo di imprescindibili domestici che trasmettono riso e semplice temperanza.Ecco cosa ci offre La verità sospetta: un dipinto che ruota come una bussola attorno ai quattro punti cardinali, dove Lucrezia e Jacinta rappresentano l’Ovest e l’Est e Don Juan e Don García il Nord e il Sud. L’ago della bussola, mosso non solo dal destino ma anche dalla saggezza di padri, precettori e domestici, mira a trasformare la verità sospetta in pura e semplice lezione di verità.

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