La filosofia nel boudoir ovvero gli educatori immorali

L’opera La filosofia nel boudoir, classico della letteratura erotica, è stata pubblicata nel 1795, in piena Rivoluzione francese. Nel boudoir di Madame de Saint-Ange, la piccola Eugénie de Mistival, di soli 15 anni, viene catapultata nel mondo dei piaceri e del libertinaggio, mediante l’aiuto di alcuni libertini: Madame de Saint-Ange, Dolmancé, il cavaliere di Mirvel e il giovane Augustin. Tramite una serie di sette dialoghi, la giovane apprende insegnamenti teorici e pratici basati sui piaceri sessuali, sulle passioni e sull’immoralità, con intrecci riguardanti vicende politiche sulla nascente Repubblica francese. Nell’ultimo dialogo entra in scena la madre di Eugénie, donna bigotta, la quale non essendosi sottomessa ai vizi della voluttà e del libertinaggio, diventa vittima sottomessa a torture, abusi e perversioni da parte della figlia Eugénie e di questi libertini.Il cardine del pensiero dell’autore è ben evidenziato dai suoi personaggi, di conseguenza: sesso, orge e promiscuità sono i tre elementi chiave che caratterizzano quest’opera del divin marchese.

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