Il gioco delle parti: 270 (Classici)

Il giuoco delle parti è una commedia in tre atti di Luigi Pirandello scritta nel 1918. Tra Leone Gala, che si atteggia a filosofo cinico e Silia, sua moglie, dal carattere superficiale e capriccioso, che odia i discorsi intrisi di logica stringente del marito, si trova nel mezzo, come un vaso di coccio, l'amante di lei, Guido Venanzi completamente dominato dai due. Quest'ultimo non è altro che il passatempo di Silia alla quale il marito ha concesso di averlo per amante, salvando però le esigenze della moralità borghese, riservandosi il diritto di andare a visitare la consorte ufficiale puntualmente per mezz'ora al giorno.
Leone ha risolto il gioco dell'esistenza facendo il vuoto di sentimenti e passioni dentro di sé ma, poiché bisogna pur dare un fondamento alla propria vita, un qualunque significato che giustifichi il fatto stesso di vivere, si è assunto la veste di filosofo intrattenendosi in discussioni dottrinali con il suo cameriere Filippo, che non a caso è chiamato Socrate.

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