Nel giardino di Epicuro

Compra su Amazon

Nel giardino di Epicuro
Autore
Anatole France
Editore
OMBand Digital Editions
Pubblicazione
26 febbraio 2014
Categorie
Nel romanzo di Anatole France Gli dei hanno sete, ambientato durante la rivoluzione, uno dei personaggi, Brotteaux, modello di filosofo epicureo e alter-ego dell’autore, si esprime in questi termini: “Io ho amore per la ragione, ma non ne ho per il fanatismo. La ragione ci guida e ci illumina, ma quando ne fate una divinità, essa vi acceca e vi induce al delitto”. E sul finire del romanzo, allorché anche Brotteaux è caduto vittima del furore del tribunale rivoluzionario, l’autore stesso ritorna sulla questione: “Quando si crede di possedere la verità e la saggezza, si finisce con l’attribuire agli avversari l’errore e il male”.

Alla grande fiducia di France nella ragione si accompagna una profonda conoscenza dell’uomo, e con essa la consapevolezza di come l’esasperazione di ogni verità possa generare l’errore. Sulla scia della grande tradizione umanistica francese, France ci mette in guardia dal rischio di trasformare la ragione in strumento di oppressione. Il fanatismo è il peggiore dei mali dell’umanità.

Il suo pensiero evolve così verso uno scetticismo misurato, che suona come un costante richiamo al rispetto degli altri, un freno a tutte le convinzioni nel fondato timore che da esse si scateni l’intolleranza.

In una tale concezione della vita non c’è posto né per il peccato né per il dogma, e, pur dispiacendosi della mancanza di fede, nega ogni idea di Dio, in quanto inconciliabile con il male del mondo. Ancora un passo del romanzo: “I filosofi e i teologi che fanno di Dio l’autore della natura lo chiamano buono perché lo temono, ma sono costretti a convenire che agisce in maniera atroce, ed è la sua malignità, di portata rara a trovarsi anche tra gli uomini, a renderlo adorabile in terra. Poiché la nostra miserevole specie non consacrerebbe un culto a degli dei giusti e benevoli, dei quali non avesse nulla da temere e non serberebbe un’inutile gratitudine per i loro benefici. Senza il purgatorio e l’inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero diavolo”.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Anatole France

Storia comica

Storia comica di

Nello scenario di una Parigi capricciosa e fiorente, l’affascinanteFélicie Nanteuil, giovane e ambiziosa attrice dell’Odéon, scivola daun’infatuazione all’altra, finché non trova il grande amore della suavita, il ricco e nobile Robert de Ligny. Ma il loro amore è minacciatodall’ombra di un ex-amante, Chevalier, che, sopraffatto dalla gelosia,non riesce a rassegnarsi all’idea di averla perduta.A...

L'isola dei pinguini (Reprints)

L'isola dei pinguini (Reprints) di

Anno mille, più o meno. Un vecchio monaco quasi cieco sbarca su un’isola bretone popolata da pinguini. Scambiandoli per esseri umani, li battezza tutti. Per rimediare all’errore, Dio e i santi decidono di concedere ai volatili «un’anima, però di piccola taglia». Peccato che dalla conversione in poi, i pinguini sviluppino avidità e invidia, prepotenza e conformismo, ambizioni e pudori (il primo ...

La rivolta degli angeli

La rivolta degli angeli di

Scritto a settant'anni, dopo un'esistenza spesa nella ricerca di una risposta ai grandi interrogativi posti dalla religione, dall'intelligenza, dalla vita stessa, il romanzo appare come uno di quei libri lungamente meditati che l'autore è, a un certo momento, «costretto» a scrivere. È costruito su un doppio binario, da un lato la storia di un giovane borghese, Maurice, che ha assimilato dalla m...

Il Giglio Rosso

Il Giglio Rosso di

Incipit: "Ella diede un'occhiata alle poltrone riunite davanti al camino, al tavolinetto da tè, che brillava nell'ombra, e ai grandi mazzi di fiori pallidi che s'innalzavano dai vasi cinesi. Tuffò la mano nei rami fioriti dell'oppio per far tremolare le loro bacche argentate. Ad un tratto, si guardò, da lontano, in uno specchio con intensa attenzione."

Il Giglio Rosso (Commentata)

Il Giglio Rosso (Commentata) di

Incipit: "Ella diede un'occhiata alle poltrone riunite davanti al camino, al tavolinetto da tè, che brillava nell'ombra, e ai grandi mazzi di fiori pallidi che s'innalzavano dai vasi cinesi. Tuffò la mano nei rami fioriti dell'oppio per far tremolare le loro bacche argentate. Ad un tratto, si guardò, da lontano, in uno specchio con intensa attenzione."