Odissea: Interpretazione in prosa

Sono millenni che l’Odissea di Omero, senz’ombra di dubbio il libro dei libri della cultura letteraria occidentale, continua senza soluzione di continuità a ispirare gli artisti di ogni condizione e latitudine: si parli di una pittura vascolare a figure rosse o della funambolica prosa di James Joyce. Del resto, non può essere altrimenti. La figura di Odisseo (o di Ulisse se si vuole chiamarlo alla latina) esprime sentimenti che sono alla base della nostra umanità. La curiosità dell’eroe di Itaca, il suo bisogno di indagare l’ignoto e di relazionarsi con l’altro, a costo pure di perdersi, non solo affascina e intriga. Ci appartiene totalmente. Così come ci appartiene il bisogno, di là di ogni sete di esperienza, di non recidere il legame che in ogni caso ci lega a nostri affetti, alle nostre radici. Nella convinzione che un simile poema debba essere fruibile per tutti, anche da chi non ha potuto frequentare un liceo classico, e che pur curioso di grande letteratura, trova ostica una lettura in versi filologicamente ineccepibili, si è voluto tentare qui una traduzione in prosa snella, agile, “giornalistica”, per cosi dire. Ciò, naturalmente, nel profondo rispetto per la trama, i caratteri dei personaggi e, per quanto possibile, per l’ atmosfera avventurosa e fiabesca che si respira in questo ineguagliabile capolavoro della letteratura di tutti i tempi.

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