Novelle per un anno

Viene riproposto l’intero corpus delle novelle pirandelliane. La loro composizione si può dire che occupi tutto l’arco dell’esistenza dell’autore: dal 1894 al 1936. Nel ’22 Pirandello decide di intraprendere un complesso lavoro di sistemazione del materiale già pubblicato e di arrivare a un totale di 365 novelle. Una per ogni giorno dell’anno; da qui l’emblematico titolo: Novelle per un anno. L’obiettivo, a causa dei tanti impegni, non viene però centrato; lo scrittore agrigentino si ferma infatti a quota 256 (15 vengono aggiunte postume). Nell’insieme dell’opera si ritrovano alcuni temi già presenti nei testi teatrali e nei romanzi: l’amore, la guerra, la malattia, la nevrosi, la pazzia e l’assurdità della vita. Il tutto è in genere alleggerito dall’immancabile nota umoristica e sarcastica. Sia che si tratti di un racconto più vicino al verismo (La giara, Ciaula scopre la luna) o di un racconto in cui domini il paradosso (L’illustre estinto, La patente), la cifra stilistica è data dal contrasto tra ciò che esiste e ciò che è solo apparenza. La realtà viene deformata e i personaggi trasformati, loro malgrado, in maschere, tipizzazioni di caratteri, tic, manie. A fare da sfondo alle storie sono gli stessi luoghi frequentati dall’autore: primi fra tutti Agrigento e Roma. Pirandello pone infine l’accento sulla questione sociale. La quotidianità, con tutte le sue problematiche, è come un enorme caos nel quale risulta difficile orientarsi senza l’aiuto del prossimo.


Luigi Pirandello nasce ad Agrigento il 28 giugno 1867. Considerato, a ragione, come uno dei più grandi drammaturghi del XX secolo è autore prolifico, caratterizzato da un umorismo pungente e grottesco. Sei personaggi in cerca d’autore e Il fu Mattia Pascal, solo per citarne due tra le più famose, rimangono esempi di opere senza tempo. Il suo nome resta indissolubilmente legato al teatro, ma egli fu autore anche di sette romanzi e numerose novelle, nonché di componimenti poetici. Nel 1934 viene insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore a Roma il 10 dicembre 1936.

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