Bagna quei gerani (I corti di Alphaville)

Figlio di un minatore norvegese emigrato in Australia – che anglicizzò il proprio cognome da Larsen a Lawson – e della scrittrice e suffragetta Louisa Albury, e nato tra le tende di un campo minerario nei pressi della cittadina di Grenfell (all’epoca uno dei centri della corsa all’oro nel paese e ai giorni nostri un vero e proprio paesino museo di un paio di migliaia di abitanti), nello stato del Nuovo Galles del Sud, Henry Lawson (1867-1922) è considerato uno dei massimi scrittori australiani del periodo precedente l’indipendenza del paese. Le sue poesie e i suoi racconti, ricchi di elementi autobiografici, raccontano con realismo la dura vita di stenti degli agricoltori e dei pastori che avviarono il processo di colonizzazione dello sterminato e quasi completamente disabitato entroterra (il bush) australiano. Nella storia qui presentata, “Water them geraniums”, tratta dalla raccolta “Joe Wilson and his mates” (1901), si narrano le vicende di un colono, Joe Wilson, e della sua famiglia, del loro trasferimento e della loro vita nel bush e delle traversie dei loro poverissimi vicini, gli Spicer.

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