Il paese di Cuccagna

Con Il paese di Cuccagna la Serao continua e completa il percorso iniziato con Il ventre di Napoli e proseguito con Terno secco. Al centro dell’opera c’è sempre Napoli, la sua gente, i suoi colori, i suoi profumi, le sue tradizioni. Una città caotica e allegra, dove il gioco del Lotto rappresenta una valvola di sfogo quotidiana e una possibilità di riscatto. La cifra stilistica è anche qui la denuncia sociale. Il paese di Cuccagna è nell’immaginario collettivo l’Eden, la terra del benessere che tutti vorrebbero in un sol colpo raggiungere. La miseria non ferma la fantasia dei napoletani, anzi ne acuisce la proverbiale arte di arrangiarsi. Curioso in tal senso il capitolo dedicato al sequestro dell’assistito, stravagante figura tutta partenopea impossibilitata a giocare direttamente i numeri in sogno. Uscito prima a puntate su “Il Mattino” e quindi in volume nel 1891, Il paese di cuccagna è un grande affresco del capoluogo campano, immortalato alla fine dell’800. Formidabili sono le descrizioni delle scene di massa: l’estrazione del Lotto, il Carnevale, il miracolo di S. Gennaro. Il testo ancora oggi appare, senza dubbio, attuale e mai folcloristico.


Matilde Serao nasce a Patrasso il 7 marzo 1856. Intellettuale viva e indefessa è la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano: "Il Mattino". All’attività di giornalista affianca con altrettanto successo quella di scrittrice. Tra le sue opere più famose menzioniamo Il ventre di Napoli (1884) e Il paese di cuccagna (1890). Muore a Napoli il 25 luglio 1927.

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