Il segreto di Lady Audley (Le porte)

Il segreto di Lady Audley, capolavoro della Braddon, uscì a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, riscuotendo uno straordinario successo di pubblico che consacrò l’autrice come nuova stella del sensation novel e rivale di Wilkie Collins, al cui talento nel tenere avvinto il lettore univa una sensibilità tutta femminile e una coscienza sociale attraverso cui sono filtrate le vicende da lei narrate. La struttura del racconto, fondata sul meccanismo dell’indagine a ritroso, rende Il segreto di Lady Audley uno di quegli ingranaggi a orologeria perfetti, in cui sparizioni, delitti, identità multiple e altri ingredienti tradizionali del genere sono dosati con una maestria artigianale che non concede tregua alla tensione narrativa.
L’eroina del romanzo, abbandonata dal marito, riesce a rifarsi una vita inventando per sé una nuova identità. La ritroviamo Lucy Audley, moglie di un rispettabile gentiluomo. Ma la sua nuova sicurezza rischia di andare in pezzi quando il giovane e sfaccendato rampollo di casa, Robert Audley, incontra un vecchio compagno di scuola che non vede da anni e che si rivela essere proprio George Talboys, il precedente marito della protagonista, che nel frattempo ha dilapidato l’intero patrimonio. D’un tratto George scompare misteriosamente. Sarà l’amico Robert ad intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi, che porrà in gioco le sue placide certezze, la sua lealtà familiare, la sua tenacia e intelligenza finora celate da un carattere indolente, fino all’inevitabile, imprevedibile colpo di scena finale.
Il personaggio di Lucy Audley fu al centro di un acceso dibattito all’indomani dell’uscita del romanzo: la critica non perdonava alla Braddon quest’eroina atipica, ben lontana dai canoni femminili vittoriani di cui mantiene soltanto l’aspetto angelico e fragile, che fa emergere ancor più la sua tempra volitiva, la passionalità e la determinazione di chi lotta per affrancarsi da un destino segnato, in una società dominata dall’istituzione matrimoniale e dal potere maschile.

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