Lo spettro di Olivier

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Lo spettro di Olivier
Autore
Charles Nodier
Editore
Faligi Editore
Pubblicazione
2 aprile 2013
Categorie
Olivier Prévillars e Baudouin Vertolon, nati entrambi nella città di Caen, erano legati già dall’infanzia da una strettissima amicizia. Avevano pressappoco la stessa età e i loro genitori erano vicini di casa; tutto, dunque, concorse a rendere forte l’amicizia che li univa l'uno all'altro.Un giorno, in uno slancio di entusiasmo piuttosto ordinario nella prima giovinezza, si promisero di non dimenticarsi mai, e si giurarono persino che colui, il quale sarebbe morto per primo, avrebbe avuto il compito di trovare subito l’altro per non lasciarlo mai più. Scrissero e firmarono il giuramento con il loro sangue. Ma "gli inseparabili", poiché così erano stati soprannominati, si videro costretti ad allontanarsi l’uno dall’altro molto presto: avevano diciannove anni. Olivier, che era figlio unico, restò a Caen per assistere suo padre nel commercio; Baudouin fu mandato a Parigi per studiare diritto, giacché suo padre lo aveva destinato all'avvocatura. Ci si può facilmente immaginare quale dolore la separazione causò ai due amici. Si dissero addio con grande commozione, rinnovarono la loro promessa e scrissero ancora una volta con il sangue il giuramento di ritrovarsi, se il cielo lo avesse permesso, anche dopo la morte. Il giorno successivo Baudouin partì per Parigi.Trascorsero cinque anni in perfetta quiete; Baudouin aveva fatto progressi assai rapidi nello studio del diritto e già veniva annoverato tra i giovani avvocati più ragguardevoli. I due amici intrattenevano una corrispondenza costante e continuavano ad aggiornarsi sulle loro attività e pensieri. Un giorno Olivier scrisse all’amico che si sarebbe sposato con la giovane Apolline deLalonde, che questo matrimonio lo colmava di felicità, che si sarebbe dovuto recare a Parigi per prendere alcuni importanti documenti, e che sarebbe stato per lui motivo di grande gioia poter portare a Caen il suo caro amico Baudouin affinché gli facesse da testimone di nozze. Annunciava, infine, che sarebbe arrivato a Parigi pochi giorni dopo in vettura pubblica.

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