Il suo unico figlio

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Il suo unico figlio
Autore
Leopoldo Alas Clarín
Editore
Faligi Editore
Pubblicazione
21 febbraio 2013
Categorie
Emma Valcárcel era figlia unica, viziata. A quindici anni si innamorò dello scrivano di suo padre, avvocato. Lo scrivano, Bonifacio Reyes, apparteneva ad una nobile famiglia, distinta un secolo addietro, ma da due o tre generazioni povera ed in disgrazia. Bonifacio era un uomo pacifico, mite, amorevole, molto sentimentale, dal cuore molto tenero, maniaco della musica e delle storie meravigliose, buon parrocchiano della sala di lettura in affitto che c’era in paese. Era bello oltre che romantico, di statura regolare, il viso ovale e pallido, con una bella capigliatura castana, fina e riccia, il piede piccolo, delle belle gambe, snello, magro, e vestiva bene, senza leziosità, ed i suoi vestiti erano umili, ma non del tutto malamente prodotti. Non era utile ad alcuna categoria di lavoro serio e costante; aveva una scrittura stupenda, molto delicata nei lineamenti, ma impiegava molto tempo nel riempire una pagina di quaderno, e la sua ortografia era estremamente capricciosa e fantastica: non era, cioè, ortografia. Scriveva con lettera maiuscola le parole a cui dava molta importanza, quali: amore, carità, dolcezza, perdono, epoca, autunno, erudito, soave, musica, fidanzata, appetito e molte altre.

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