Lascia che sia io i tuoi occhi

Mary Capoluongo è un’adolescente italo-america che vive a Boulder (Colorado) durante “l’invasione hippy” del 1969 con il padre, muratore alcolizzato, la pia madre, l’angosciato fratello maggiore Nino e due indisciplinati fratelli minori. Mary, costretta a convivere con l’inquietudine del padre e con l’irrazionale possessività di Nino, che suggestionano gli umori dell’intera famiglia, è differente dagli altri Capoluongo e dalle altre famiglie wop (definizione degli emigrati italiani) di Boulder. La dolcezza che l’accompagna e la contraddistingue verrà ricompensata solo durante l’abituale commissione all’emporio alimentare, quando incontrerà Johnny, il figlio hippie del negoziante, costretto a ripararsi a Boulder a causa dei disordini avvenuti tra manifestanti anti-Vietnam e forze dell’ordine ai quali ha preso parte. Quest'incontro sposterà la direzione della sua vita, fino a quel momento ripetitiva e oppressiva, grazie all'intraprendenza del seducente Johnny che infine la metterà di fronte a una difficile decisione. Dopo i precedenti romanzi In tutti i respiri che ti ho preso e Mai amato abbastanza, Alessio Biagi suggella il proprio talento immergendo il lettore in un’altra avventura straordinaria, appassionata, coinvolgente, fuori del tempo e ricca di colpi di scena. Una poesia in prosa che, come d’abitudine nei romanzi di Biagi, coinvolgerà il lettore fino all’ultima parola.

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