I fiori del male (Garzanti Grandi Libri)

Insieme all'osservazione complice e ardente della vita in ogni sua forma, dalla più perversa alla più pura, quello che non ha mai smesso di attirare Baudelaire, di ferirlo, di colmarlo di sofferenza e di voluttà, è stato lo spettacolo intimo e crudele della propria angoscia, della propria solitudine, del proprio immenso e immensamente insoddisfatto bisogno d'amore. La noia, lo spleen, non sono atteggiamenti snobistici o estetizzanti, ma simboli esatti e spaventosamente sinceri della condizione esistenziale di un uomo profondamente attaccato alla vita, che tuttavia non ha né potuto né voluto sottrarsi alla certezza di essere un escluso, un disadattato, un oggetto di incomprensione e di scherno.

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