Ifigenia in Aulide

Compra su Amazon

Ifigenia in Aulide
Autore
Euripide
Editore
Giredit
Pubblicazione
2 ottobre 2011
Categorie
Ifigenia in Aulide (in greco antico ????????? ? ?? ??????) è una tragedia di Euripide, scritta tra il 407 ed il 406 a.C., nel periodo che l’autore passò alla corte di Archelao, re di Macedonia, dove morì.

La scena è ambientata nell'accampamento greco, in Aulide, sulla costa della Beozia, dove le barche dirette verso Troia sono bloccate a causa di una bonaccia. Nel prologo si racconta che l'indovino Calcante ha affermato che solo sacrificando alla dea Artemide una figlia di Agamennone, Ifigenia, i venti torneranno a spirare. Ifigenia però non è con loro, è rimasta a casa, così Agamennone, persuaso da Odisseo, le scrive una lettera in cui le prospetta un matrimonio con Achille, chiedendole quindi di raggiungerli in Aulide. In seguito però, pentito di questo inganno, cerca di avvertire la figlia di non mettersi in viaggio scrivendole un altro messaggio.
Il secondo messaggio viene intercettato da Menelao, che lo toglie di mano al vecchio che lo portava con sé e rimprovera aspramente Agamennone per il suo tentativo di tradimento. Arrivano quindi in Aulide Ifigenia e la madre Clitemnestra, con il piccolo Oreste, per le nozze. A quel punto viene a galla la verità, sicché le due donne si ribellano furiosamente: Clitemnestra biasimando aspramente il marito, Ifigenia chiedendo pietà con parole toccanti. Anche Achille, nello scoprire che il suo nome era stato usato per un atto tanto infame, minaccia vendetta. Però Ifigenia, nel vedere l’importanza che la spedizione ricopre per tutti i greci, cambia atteggiamento e offre la propria vita, calmando la madre e respingendo l’aiuto di Achille. Al momento del sacrificio, però, la ragazza scompare ed al suo posto la dea Artemide invia una cerva, tra lo stupore e la felicità dei presenti, che in tal modo capiscono che la ragazza è stata salvata dagli dei ed ora dimora presso di loro.
Il vento torna a spirare e la flotta può finalmente salpare verso Troia.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Euripide

Andromaca

Andromaca di

Andromaca è una tragedia di Euripide. Il personaggio principale è Andromaca, della quale viene narrata l'esistenza da prigioniera negli anni successivi alla guerra di Troia.Euripide (Atene, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.È considerato, insieme ad Eschilo e Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici greci.Traduzione a cura di Ettore Romagnoli.

Elena

Elena di

Elena (Ἑλένη) è una tragedia di Euripide, rappresentata per la prima volta nel 412 a.C. L'opera è un esempio di tragicommedia che ruota attorno al gioco degli equivoci e in cui l'elemento tragico è meno importante.Euripide (Atene, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.Traduzione a cura di Ettore Romagnoli.

Le Troiane

Le Troiane di

Le troiane, o Le troadi (in greco antico: Τρώαδες), è una tragedia di Euripide, rappresentata per la prima volta nel 415 a.C., durante la guerra del Peloponneso.Euripide (Atene, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.Traduzione a cura di Ettore Romagnoli.

Ifigenìa in Àulide

Ifigenìa in Àulide di

"Ifigenìa in Àulide" è una tragedia di Euripide, scritta tra il 407 ed il 406 a.C., nel periodo che l'autore passò alla corte di Archelao, re di Macedonia, dove morì. Euripide (Atene, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.Traduzione a cura di Ettore Romagnoli.

Gli Eraclidi

Gli Eraclidi di

"Gli Eraclidi" è una tragedia di Euripide.Euripide (Atene, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.È considerato, insieme ad Eschilo e Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici greci.Traduzione a cura di Ettore Romagnoli.

Alcesti

Alcesti di

Alcesti (in greco antico: Ἄλκηστις, Álkēstis) è una tragedia di Euripide, rappresentata probabilmente alle Dionisie del 438 a.C. (è la tragedia euripidea più antica giunta a noi).Euripide (Atene, 485 a.C. – Pella, 407-406 a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.È considerato, insieme ad Eschilo e Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici greci.Traduzione a cura di Ettore Romagnoli.