Il rumore del tempo (Biblioteca Adelphi)

La prosa di Mandel'štam – rapsodica, discontinua, metaforica sino all’estremo – è uno fra gli esempi più alti di quella prosa assoluta che ha contrassegnato la letteratura novecentesca (un caso parallelo e diversissimo fu quello di Gottfried Benn). Mandel'štam procede per associazioni e divaricazioni fulminee, non meno audaci di quelle che si incontrano nella sua poesia. Così affiorano schegge di memoria e di visioni: una infanzia e giovinezza pietroburghesi di fine secolo, il clima (anche sonoro) di quegli ultimi anni prima della rivoluzione, paesaggi abbaglianti, ritratti incisi su pietre dure. Di pochi altri libri come di questo si può dire, a buon diritto, che vivono e sprigionano luce per la pura forza della parola.

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