La voce dei passi (Opere varie)

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La voce dei passi (Opere varie)
Autore
Giulio Ghirardi
Editore
Gangemi Editore
Pubblicazione
14 maggio 2013
Categorie
Pensieri e ricordi, riflessioni e spunti, «saluti e memorie»... E tutto raccolto in frammenti, in briciole di sapere, lampi luminosi che costituiscono quel sapere più prezioso proprio perché non è un “sapere”, ma una sorta di reminiscenza senza il peso del ricordo o dell'occasione che lo ha prodotto, ma con il tocco fuggevole che ci sfiora, quasi a nostra insaputa, «le tante parole di ieri, le poche di oggi, la paura di ascoltare la voce dei passi come si ascolta il battito dei cuori ignoti». E l'occasione non è soltanto sottile ma istantanea, e neppure soltanto istantanea ma irreversibile.

«La voce dei passi» è un'ulteriore, convinta e convincente, promenade di Giulio Ghirardi sul terreno che più gli è congeniale: quello del frammento narrativo, anzi della costellazione di frammenti intrecciati a mosaico o ghirlanda, dove la sua curiosità puntilistica sta in mediatico ascolto fluttuante di eventi anche minuti e compone una cronaca ricca di annotazioni, alla ricerca dell'occasione che è breve come un sogno e non si riprodurrà mai, assomiglia alla passante di Baudelaire che non rivedremo. Quei frammenti sono il risultato ultimo, letterariamente levigato, tenacemente ondulatorio, di un'esplosione, di un big-bang i cui infiniti filamenti si depositano a cascata sulla pagina con effetti di lenta e sicura sedimentazione attraverso la circolarità del disegno.

Ghirardi può deliziosamente parlare della scomparsa delle edicole. Può misurare il sottile gioco dell'aggressività umana sull'altezza di un portico veneziano. Può dire parole amare sulla fabbrica contemporanea dei bestseller e sull'eclissi della figura dello scrittore come testimone invisibile, sciamano immobile mentre tutto intorno vortica. Senza coincidere con quella dell'autore, la voce narrante è quella dell'accompagnamento che, rispettando il ritmo e il respiro, sostiene una melodia, la prepara, e talvolta ad essa si intreccia, senza mai cercare di contrastarla o disorientarla. Scegliendo di scavare e grattare, ansiosamente, ancora e sempre, allo stesso posto, quella voce non è una camera blindata in cui l'avaro custodisce i suoi segreti, il suo segreto non assomiglia alla combinazione di una cassaforte. È piuttosto un mistero che si avvolge in una notte interiore, dove proietta la propria luce interiore.

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