La solitudine dell'ala destra: Storia poetica del calcio mondiale (Einaudi. Stile libero Vol. 518)

«Dalle ceneri, dall'analfabetismo pieno di presagi, tra la ganga, si affacciano gemme piú o meno stente e di inusitati colori. Ora, nel silenzio, ecco l'allegro canzoniere di Fernando Acitelli, che prova a dare un calcio al pallone per mandarlo nell'orto accanto, dove un tempo si coltivava la poesia. Come Ferraris IV, come Amedeo Amadei, come Juan Alberto Schiaffino, maghi del nulla, eroi di tutti» (Vincenzo Cerami). «Outsider mandato in campo a freddo, Acitelli affronta da solo un'interminabile squadra di calcio, dove i campioni anziché bisticciare convivono, eterni, necessari l'uno all'altro; e tutti li salta con grazia, a ognuno riservando il gesto che lo ha consegnato alla storia: una finta a sbalordire Garrincha, un tunnel a Sivori, uno stacco metafisico a superare Pelé, e poi in pressing a toglier palla a Cruijff, un tocco invisibile a beffare Gerd Müller. La solitudine dell'ala destra è poesia, sí, e di quella vera, ma è anche la piú fantastica azione personale che si possa immaginare» (Sandro Veronesi).

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