Quella Mattina all'Università

IL LIBRO

Fra il ricordo e la nostalgia, passando per la critica e la parodia, una improbabile intervista diventa il pretesto e lo specchio umano per rivivere, da altri punti di vista, un preciso periodo storico grazie alle presunte riprese di un film.

Il racconto viene marchiato dal fuoco ideologico fra chi, in un certo giorno del 1977, crede ingenuamente di poter fare una rivoluzione e chi, nello stesso giorno, ha la grande superbia di voler solo cambiare il mondo, e lo scontro fra queste due utopie giovanili è motivo di attrito anche dopo molti anni da parte delle stesse persone di allora.

I personaggi oscillano fra un presente pieno di azioni cinematografiche ed un passato ricco di quotazioni al ribasso, dando vita ad un eco generazionale pieno di miraggi e naufragi, come di effimeri giochi di protagonismi alternati.

Si consiglia la lettura a Tutti, ma solo alla fine del racconto si capirà veramente chi siano stati questi Tutti a cui il racconto è destinato.



L’AUTORE

Fernando Clementi nato a Roma nel 1953, dopo la lunga esperienza fotografica si cimenta nella scrittura dando seguito ad una ricerca da prima visiva e poi descrittiva, sempre attento ai particolari. 

Finalista dei Premi Letterari IoRacconto 2013, Fortunato Pasqualino 2014, Cinquantesimo Marcelli 2014 e Gioachino Belli 2014. 

Ha partecipato in antologie edite da Poesiaèrivoluzione, Linea BN, Giulio Perrone Editore, Edizioni Akkuaria. 



ESTRATTO 1

«Scusi Professore, ma il discutere stesso è una forma di dissenso se ci pensiamo bene, e loro stanno solo mettendo in rima i diversi punti di vista. Magari sto dicendo una stupidaggine o forse non conoscendo bene quel periodo penso cose che non sono né possono risultare vere.»

«Ha ragione, amico mio, ma non dipende da lei, solo da me, oppure da noi e da come stiamo manifestando una delusione antica che non saprei come spiegarle in poche parole se non dicendole una cosa che potrebbe sembrare un paradosso ma non lo è.»

«Un paradosso dice? A me tutto sembra un paradosso per cui uno più o uno meno che differenza fa?»

«Il paradosso è che in quel periodo c’era chi voleva fare la rivoluzione e chi voleva solo cambiare il mondo.»

Massimo stavolta fu centrato in pieno dalla frase e dovette aspettare qualche minuto prima di riprendersi del tutto.

«La vedo perplesso oppure il paradosso era troppo difficile da capire ed è rimasto senza parole?»



ESTRATTO 2

E dopo aver tentato di spiegare la situazione usando meno parole possibili, aggiunse un particolare che al giornalista mancava e che avrebbe voluto conoscere ben volentieri.

«Io sono Rossella, e sono la segretaria di produzione, di edizione e di decine di altre diavolerie che a te direbbero niente, qualsiasi cosa ti dovesse servire devi rivolgerti a me e a nessun altro, per quanto in mio potere cercherò di aiutarti, ma se riesci a non chiedere nulla sarebbe meglio. Intendiamoci, ti aiuterei molto volentieri, ma con tutte le cose da fare non vorrei caricarmi di altri impegni, comunque ti lascio il mio numero privato così puoi chiamarmi quando vuoi. Ti avviso che se non rispondo è perché non so o non voglio rispondere, in più non stiro, non lavo e neppure cucino, non mi piacciono i fiori recisi e adoro i gatti ma non ho il tempo per miagolarci insieme, per cui se cerchi di farmi la corte sappi che come moglie sarei un disastro.»

E lo guardò con una faccia fintamente seria che voleva dire chiamami anche se non ti serve nulla.

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