Il Principe di Febbraio

“Costretti per necessità, ci si inventa agricoltori della propria mente per ricavarne raccolti di emozioni, sarti delle proprie incertezze per ricucire gli strappi delle paure, mastri d'ascia del proprio passato per riuscire a riprendere il mare, e poi calafati, fabbri, velai e nocchieri e piloti per navigare l'oceano.”
Gian Paolo Totaro (1951-1994), medico, uomo “antico” di nobile melanconia, “solitario per istinto, vocazione, paura, desiderio elitario, forma culturale e finanche destino”, nella ricerca della conoscenza di sé – “strada infinita” – in preziosi, luminosi istanti di verità ha colto, e trasmette, “il senso delle cose nascosto nelle pieghe delle vita”, la “repentina ricomposizione del caos”, il “privilegio di vedere” – di contro alla frammentazione, al vuoto, al nulla – “l’insieme”.

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