IL CAPPOTTO BIANCO

In una cittadina delle Marche, nei primi anni dell’Italia unita, due ragazzi, Luigi e Lucia si incontrano e si innamorano. Lui è un maestro di provincia dalle idee innovative, lei una ragazza colta della grande città, sostenitrice dell’emancipazione femminile. Diversi per esperienza ma simili per sensibilità e ideali politici, in Giuseppe Garibaldi vedono incarnati i sogni di un’intera nazione.

L’amore dei due giovani - tenero e passionale al tempo stesso - deve attraversare una dura prova: Luigi, vittima di feroci attacchi da parte di gruppi clericali, tenta il suicidio e viene rinchiuso in manicomio, iniziando una vera e propria discesa agli Inferi. Lucia, da sola, riesce ad affrontare la tragedia con intelligenza e forza d’animo.
Il cappotto bianco, curato come un saggio, moderno come una storia dei nostri giorni, unisce un’intensa vicenda sentimentale alla rilettura di un momento cruciale del passato italiano da quell’angolatura in cui “privato” e “pubblico” si legano indissolubilmente.
La narrazione si ispira a una storia vera scoperta in un archivio della città di Fermo.

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