Santa Marina la travestita

Già pubblicato da Sellerio (1996) e vincitore del Premio Palmi (1998), Santa Marina la travestita viene riproposto dall’autrice in formato Kindle.

“Quando suo padre decise di farsi monaco, lei - orfana di madre - decise di seguirlo, e con lui si arrampicò fino a un romitorio rupestre di Siria. S'era rasa i capelli, s'era acconciata in panni maschili. S'era travestita e così, come un fanciullino imberbe e aggraziato, era riuscita a farsi accettare. Il mondo sembrò cascarle addosso allorché una giovinetta di un villaggio vicino l'accusò di averla sedotta e messa incinta. Lei avrebbe potuto discolparsi facilmente ma, pur di non svelare la propria identità, ammise tutto, venne espulsa e si rifugiò in una grotta, dove tirò avanti per qualche anno, tra stenti indicibili, tenendo con sé anche il "frutto della colpa". Morì, e solo allora i monaci capirono la verità, e fin da subito la stimarono santa. Era il quinto secolo dell'era cristiana: tempo di ferrea ascesi. La santa vergine della storia si chiamava Marina, e le sue vicende furono narrate più volte nell'alto medioevo. Ora una studiosa che si chiama come lei, Marina Minghelli, le dedica un saggio "biografico", che è insieme anche racconto e orgoglioso percorso nei meandri di quella remota battaglia di emancipazione: Santa Marina la travestita inscrive la storia della Marina siriaca nel più vasto scenario storico-culturale della rapida emarginazione delle donne, dopo le fervide attese di nuova vita del cristianesimo delle origini, ben al di fuori della sfera del sacro e ben dentro un severo pregiudizio, anche morale, che non riconosce loro altra identità se non quella di una irredimibile inferiorità. Il travestimento, come del resto la verginità, diviene in questo contesto l'affermazione (eroica) della propria libertà e individualità.” (Francesco Durante)



“Guided by the silent question What did it mean to be a woman, the author reconstructs the tissue of antique culture that took in the lands ringing the Mediterranean (...) A rigorous historian, she has written history as if it were a novel, annulling conventional boundaries to reframe the richness and peculiarity of European culture’s origins (...) She has, in the course of her research, allowed the heteroglossic consciousnesses of these cultures to become visible. In this way, she offers a bridge between present and past, crucial to our understanding of the origins of European culture. Her capacious narrative brings the reader close in, finding ways to respond to the desire of many readers who would like to “know” without studying, to learn without being bored, and she does this without being historiographically reductive or oversimplifying her material.

Santa Marina la travestita is both a dramatic narrative and a work of historical research, a Calvinoesque foray into the singular potential of Saint Marina’s story. (Marguerite R. Waller)







In copertina: particolare di “Marina Morena” di Ze’ Eduardo (1982)





Autore



Marina Minghelli vive a Roma. Studiosa del simbolico femminile e la sua mutazione, dopo gli anni dell’insegnamento si dedica completamente alla scrittura, frutto di una ricerca tra discipline antiche, nuovi saperi e la loro contaminazione. A tal fine utilizza linguaggi diversi uscendo così dalle rigide categorie dei generi letterari. Il “narrare” capace di non escludere ma di integrare immaginazione, studi, esperienza e visione, ne costituisce l’anima.

Ha pubblicato: Il Quarto Regno-Medusa (Tracce 1992), Medusa - The Fourth Kingdom (City Lights Books, San Francisco 1999); Santa Marina la travestita, Premio Palmi 1998 per la saggistica (Sellerio 1996); A feminine voyage through memory and myth (New Delhi, 2000); Zia Gilda (2004); I Tossici - Un Viaggio nel Paese dell'Albero della Melarosa (Armando 2008); Nel MEZZOdelGIORNO - Un viaggio nelle cooperative agricole nate nelle terre confiscate alle mafie (Franco Angeli 2010).

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