Un tempo smarrito

Éric Meyer è un potente quanto spietato uomo d’affari, il tipo che non guarda in faccia nessuno, abituato a vincere, con uno stuolo di belle donne sempre ai suoi piedi. La situazione precipita quando una delle sue amanti tenta il suicidio. La moglie, costretta ad aprire gli occhi, decide di lasciarlo. Il doppio shock è fatale all’equilibrio di Éric che, in stato confusionale, finisce nell’ospedale psichiatrico diretto dal professor Kaplan. In quel luogo diverso, confuso tra i “pazzi”, per la prima volta in vita sua si ritrova a far parte del mondo degli emarginati, le persone che non hanno potere, quelle che lui ha sempre guardato dall’alto in basso. Per Éric Meyer è l’inizio di un viaggio a ritroso dentro se stesso alla scoperta delle menzogne accumulate negli anni e di memorie rimosse: un lento lavoro di ricostruzione, pilotato dal professor Kaplan, che lo porterà a rivalutare certi affetti e legami e che, soprattutto, gli farà capire come l’arroganza e il cinismo non possono costituire gli unici valori di un uomo, per quanto baciato dal successo. Attenzione, però: a innescare la guarigione profonda di Éric Meyer non saranno né farmaci né terapie, bensì la medicina più soave di tutte: la poesia.

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