Per me si va nella città dolente

Questa è la storia di Roberta, 21 anni, occhi di un azzurro cielo che fa tanto primavera e che a dispetto persino di se stessa, è viva. A dispetto di chi scommetteva inconsciamente su quanti mesi o settimane o giorni le sarebbero restati da vivere. Lei, il suo maledetto amore, l'ha conosciuto esattamente sette anni fa. Lei era il suo dolce vizio, una consolazione, una maledetta trappola: si chiama Disturbo del Comportamento Alimentare. In questo romanzo autobiografico viene presentata una corolla di emozioni, cadute, promesse, riprese: la ragazza risalirà la corrente della vita lentamente ma tenacemente, proprio come un salmone, verso quell’agognato equilibrio perduto. Roberta imparerà così quanto sia bello riuscire a fidarsi di qualcuno e assaggiare il proprio “Io”. La musica citata dei Garbage, di Renga, Ligabue, Elisa, Zero, Ferro e di altri serpentina delicatamente tra questo vortice di parole.

“Come un funambolo che cammina su di una fune lassù, in alto nel cielo, cerco continuamente l’equilibrio che mi faccia arrivare dall’altro capo; è faticoso ed emozionante, pericoloso ed eccitante, tragico e comico al tempo stesso. Io sono una corda tesa tra la malattia e la guarigione.”

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli