Abito a Milano-Milano

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Abito a Milano-Milano
Autore
Giovanni Silvera
Pubblicazione
6 febbraio 2015
Categorie
Succede soprattutto in vacanza, quando ti trovi fuori Milano e parli con chi abita in una piccola città o in un paese. Pochi ti ritengono fortunato e, anzi, quando alla fatidica domanda “sei di Milano-Milano?” rispondi “Sì!”, molti storcono il naso, come a dire, “poveretto, io in quella bolgia non ci starei mai!”. Eppure da Milano si scappa (il week-end), ma si ritorna e nel mondo sono poche le altre città in cui un milanese vorrebbe vivere.

“Abito a Milano-Milano” prende le mosse da una traversata a piedi della città per osservarne i dettagli e catturare le emozioni che suscita. E’ un racconto nelle forme di una guida colta, ma anche ricca di ironia. Il percorso inizia in corso Buenos Aires, la via commerciale più grande di Milano, e s’inoltra fino in piazza Duomo, lungo la direttrice corso Venezia-San Babila-corso Vittorio Emanuele. Lo sguardo si sofferma sulle persone e sul traffico e si lascia catturare dai palazzi e dalla varietà delle architetture che si fronteggiano in questo spicchio di Milano. Il centro geometrico, e non solo, della città è la piazza in cui il Duomo costituisce un richiamo irresistibile per la sua storia, le forme e le sue dimensioni imponenti. Il Duomo consente anche il primo sguardo dall’alto di Milano e un esercizio alla portata di tutti per leggere il disegno della città e dei suoi dintorni. Dalla piazza il cammino continua verso il Cordusio, via Meravigli e fino a Porta Magenta, dove la chiesa di Santa Maria delle Grazie e l’Ultima Cena di Leonardo sono un’altra tappa obbligata lungo il percorso delle eccellenze artistiche della città. Alla fine di corso Vercelli, dove il centro si sfrangia fino ai quartieri della periferia, la camminata s’interrompe e lo sguardo su Milano diventa una narrazione per temi, fra cui l’evoluzione recente di un quartiere, i caratteri di uno spazio metropolitano, le nuove architetture della città e il traffico che ne caratterizza la vita. Nel testo si inseriscono diversi corsivi per sottolineare i ricordi personali legati a un luogo o alle atmosfere della città, oggi in parte svanite, ma ancora patrimonio della memoria di una generazione adulta. Sei un vero milanese? Il finale del libro è un test scherzoso, volto a sottolineare quei modi di dire e di essere che segnalano un’appartenenza.



It happens especially on holiday, when you are outside Milan and you talk to those who live in a small town or in the country. Only a few think you’re lucky and, indeed, when you answer “Yes!” to their usual question: "do you live in Milan Milan?" many of them turn up their noses, as to say: "poor thing, I couldn’t live in that bedlam, never!”. Although you leave Milan during the weekend, you always come back and there are only few towns in the world where people from Milan would like to live in.

"I live in Milano-Milano" begins with a walk across the city to observe its details and capture the emotions which come from a passionate knowledge of Milan. This journey, which is told in the form of a cultivated and rich in irony guide, follows a narrative in themes, including the recent evolution of a neighborhood, the details of the metropolitan area, the new architectures of the city and the typical traffic of its life. Throughout the narrative some personal memories are inserted in italics, heritage of a now adult generation. Are you a true Milanese? The end of the book is a humorous test, to focus on those idioms and attitudes which belongs to a common feeling.

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