Esodo (Scatti)

Narrato in prima persona e ambientato tra carceri, case abbandonate e scontri di piazza, Exodus è il racconto affascinante, violento, gonfio di amarezza e disperazione di un disagio sociale ipertrofico e pieno d’odio verso il capitalismo della Russia post-sovietica. DJ Stalingrad, pseudonimo di un noto esponente dell’area anarchica moscovita, narra le vicende di un gruppo di red-skin, sbandati, drogati, reietti della società, costretti all’emarginazione, eppure decisi a lottare per un ideale. Il punto di vista della narrazione si approfondisce quando il protagonista, durante un viaggio tra i boschi, finisce in un monastero dove deciderà di fermarsi. Vi condurrà una vita nel silenzio, nel lavoro, immerso nella natura selvaggia. Intanto, con l’intensificarsi della repressione gran parte dei membri del gruppo vengono uccisi dalla polizia o arrestati. Il protagonista perde un suo caro amico e assiste impotente allo svuotamento di senso, alla violenza diventata unico fine. Così, solo e deluso, parte per la Grecia, dove il movimento anarchico è forte e sta crescendo. Vero e proprio caso editoriale in Russia grazie al passaparola dei lettori delle generazioni più diverse, Exodus è l’impressionante ritratto dei tempi difficili che stiamo vivendo, in Russia come in Europa.

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