My Moby Dick (Raggi)

Come avvenne al capitano Achab, anche a Bill viene concesso di incontrare un pesce da primato, una trota bruna che, con ogni probabilità, è la più grande trota bruna di questo mondo. Vive in un piccolo ruscello caro a Melville e Hawthorne, tra i monti del Berkshire, e benché cieca da un occhio, è abbastanza astuta da essere riuscita a sfuggire fino a quel momento all’amo dei pescatori. Bill prova a misurarla e, secondo le sue stime, il pesce supera i centocinque centimetri, ha la stessa circonferenza della sua coscia e pesa circa tredici chili! Come per Achab, il desiderio di catturare il Grosso Pesce diventa per Bill un’ossessione che lo spinge a osservare per giorni e giorni le sue abitudini e a studiare maniacalmente ogni tecnica di pesca alla trota per arrivare alla sfida finale… Un piccolo gioiello letterario arricchito da una postfazione di Raymond Carver. «Alla fine, quando l’autore ci dice che è un uomo diverso, gli crediamo. Abbiamo assistito dall’inizio alla fine alle sue avventure con un pesce le cui dimensioni e il cui aspetto sembrano un solenne richiamo alla presenza di Dio nel mondo… Un libro di devozione, pieno di un raro e affettuoso riguardo per i misteri di questo mondo e anche dell’altro» Raymond Carver.

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