Sopravvivenza (Raggi)

Sopravvivenza è il racconto della malattia e della morte del marito di Ulla Berkéwicz, l’editore Siegfried Unseld. Ma è anche il tentativo di strappare una storia d’amore e un destino individuale all’oblio che inevitabilmente inghiotte i defunti. In quest’impresa Berkéwicz attraversa vari registri e usa un linguaggio che è poetico e allusivo quando descrive gli ultimi giorni di vita dell’uomo nella casa di famiglia, ma che sa essere spietato nel dipingere con freddezza l’ambiente ostile dell’ospedale in cui viene ricoverato. La malattia del marito spinge l’autrice a immergersi nella sua infanzia e a ripensare alla fascinazione esercitata su di lei dal mistero della morte e trascina con sé ricordi della malattia e della scomparsa di un amico, il guaritore Arkasa. È un racconto che assume una valenza universale: non è solo l’uomo amato a morire, ma “l’uomo” tout court, e il suo progressivo congedo dalla vita suscita riflessioni più ampie sul rapporto di ogni essere vivente con la propria mortalità, riflessioni che attingono all’esperienza del teatro e all’universo della teologia. Il percorso originale e personale, la conquista di quella “sopravvivenza” della memoria a cui allude il titolo. «I giorni dell’amore e della morte sono davanti a noi. E sono presto passati. L’unica paura che ora ho è quella di dimenticare».

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