Adios (Raggi)

L'eroe di questo romanzo, Antonio Testa, è chiuso in una stanza d'albergo a Buenos Aires, una sorta di "torre" lontano dalla sua vita ordinaria e dalla moglie. Antonio assapora una sua particolare idea della solitudine, nella quale sogna di attraversare la pampa deserta a piedi e di godersi il suo mese di "vacanze separate". Ma basta la visita di un amico perché i propositi di isolamento si allentino. Antonio si lascia condurre nelle notti afose di Buenos Aires in luoghi sconosciuti o nelle case di amici dove le presenze umane e le parole sono come vuoti a perdere. Durante questo periodo di distacco, a farlo ripiombare sul terreno della realtà è il ricordo di ciò che la moglie Helena gli ha comunicato poco tempo prima: l'arrivo, dopo dieci anni di matrimonio, di un figlio. L'uomo è sempre stato terrorizzato dall'idea di "generare", e l'annuncio della donna trova una sinistra concomitanza con il suo nuovo passatempo: ogni mattina esce dalla città col fucile da caccia in spalla e si addentra nella campagna per esercitarsi nel colpire una mela a cento metri di distanza. E un giorno si accorge di essere diventato un tiratore infallibile.

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