Draghi

A popolare questi racconti sono draghi noti e meno noti: quello di san Giorgio che lo butta nel fango con un colpo di coda, quello che si è rifugiato sulla statua di Giordano Bruno a Roma, quello che insegna ad Adamo ed Eva la lingua del mondo. Ma non tutti iDraghi di Corsi sono animali mitologici, a volte sono intuizioni, fuochi nella notte che si accendono o radure che si aprono d’improvviso. Alcuni volano, come fanno i draghi, altri stanno, semplicemente, come fanno gli oggetti, altri ancora sono pronti a diventare cenere, come le braci di una sigaretta. L’ultimo drago è una sequenza, un serpente di frammenti, ciliegie, resti. L’ultimo è la coda del drago con la quale l’autore accompagna il lettore in un prato in cui, come scrive, si incontra qualsiasi cosa – perché “i prati sono pieni di occasioni” – e si rimane ammaliati e sperduti, come i bambini delle favole. Riccardo Corsi (1967) insegna Italiano agli stranieri e lavora con i rifugiati richiedenti asilo politico. Ha pubblicato una raccolta di racconti, Il sillabico sangue (2009), e un romanzo per frammenti e immagini, Incroci simbolici (2012), prima parte del Libro del vento. È tra gli ideatori della casa editrice indipendente Portatori d’acqua.

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