L'uomo della penombra

Il romanzo (ma qualcuno potrebbe pure definirlo un metaromanzo) racconta un viaggio all’inizio della notte di un uomo che ha perduto la voglia d’interrogarsi sullo stato delle cose. Scappare è perciò un’obliqua possibilità per mantenersi vivi. È una storia sospesa nel tempo dove gli assilli che scaturiscono dalla rappresentazione del mondo cui c’è dato assistere suscitano sentimenti di cruda disillusione. Libro sulla depressione, sull’amore e sulla morte che rifugge da compromessi politically correct, il racconto si apre e si chiude a Cuba, luogo eletto a simbolo paradossale dello spirito dei tempi. (Enrico Bassanelli ha da qualche anno un’occupazione nella P.A. che gli consente di vivacchiare. Si definisce “un indignato oppositore della globalizzazione, così come va sviluppandosi, in quanto politica paradigmatica di una brutale logica mercantesca che tende a irreggimentare le classi lavoratrici affinché si rendano degne interpreti di uno Zeitgeist da pensiero standard”).

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