Malafemmine: L'insulidda felice

L’autrice, racconta in modo piano, con un periodare discorsivo e colto, ma inserendo spesso espressioni in dialetto siciliano o ligure, la storia della sua famiglia, la storia di cinque generazioni.

È un racconto coinvolgente che parte dal 1822 per arrivare ai nostri giorni. Non è una biografia, sarebbe errato definirla tale, perché è un vero e proprio romanzo, ricco di situazioni, personaggi, colpi di scena che accattivano il lettore e lo trascinano piacevolmente alla conclusione.
È un racconto dove gli attori, o meglio le attrici, attraversano l’arco storico che va dai moti di Palermo alla nascita dell’Italia di Garibaldi e dei Savoia, dalla prima guerra mondiale al fascismo, dalla secondo guerra mondiale alla resistenza, fino ad oggi.
Dalla narrazione emergono le figure forti, autonome, intelligenti e coraggiose delle donne, da Maruzza, la capostipite amante del Barone Werner, all’ultima protagonista della storia, Marta, che trova un quadro e un manoscritto che la spingono a indagare le origini della sua famiglia.

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