La macchina della felicità

Vittorio è un uomo solo, dal cuore indurito, perseguitato dagli incubi di un'insonnia perenne, dall'incapacità di dormire e pertanto di sognare. Anzi quelli come lui che non dormono sognano e non se ne accorgono. Ha storie occasionali, non d'amore. È abitudinario, logico. Il martedì, la sua serata di libertà, si concede un film al cinema. Sceglie sempre un film d'insuccesso. Lei è Laura. E sta alla cassa del cinema. È bella e provata dalla vita, ironica e sognatrice. Sogna il mare cristallino, la sabbia bianca, le donne sinuose dai lunghi capelli neri dipinte da Gauguin e un chios?co da grattachecca. Sparire e ricominciare da capo. È l'unica cosa che importa. Che sia lontano e che ci sia il mare. Fra i due scocca una scintilla e l'intreccio si fa allora sorprendente. E tra sentimenti, passioni e colpi di scena ci conduce a un finale inatteso e commovente, la grazia dell'inaspettato. Pagina dopo pagina Vittorio si fa sempre più Flavio. E sentiamo nettamente la voce calda, emozionante, avvincente di Insinna raccontarci questa storia ricca di umanità, questa fiaba romantica che parla un po' di tutti noi.

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La Macchina della felicità di Flavio Insinna: un viaggio, una destinazione, un amoreRecensioniLibri.org

Felicità, amore, attenzione verso l’altro. Aspetti che vengono ormai creduti obsoleti per il nostro vivere, così palesemente piegato su se stesso. La felicità, poi, è una chimera, tanto da non distinguere nemmeno se sia un viaggio o una destinazione da raggiungere. Ma ecco che dal fondo della sala, chiamata quotidiana realtà, un Flavio Insinna che non ti aspetti chiede di prendere la parola sull’argomento. Respira, imposta la voce e... Continua…

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