Sinemà

Una straordinaria educazione sentimentale sul set. Un giovane milanese nella Roma degli anni Sessanta e il suo apprendistato con un maestro del calibro di Valerio Zurlini. Un ritratto divertente, immediato, qualche volta crudele di uno Zurlini amaro, affascinante, solitario, senza illusioni, cattivo, malato, disperato, così come lo guardava con amore profondo ma anche con la crudele lucidità di chi vede sgretolarsi un po' alla volta i propri miti, un ragazzo innamorato del cinema e del suo maestro. “Un libro che un po' è diario, un po' corrispondenza, un po' memoria ricostruita, un po' autoritratto dell'autore da piccolo con tutti i suoi sogni di gloria cinematografica intatti, un po' foto di gruppo cinematografico, con i faccendieri, le difficoltà a trovare i soldi, le improvvisazioni dell'ultimo minuto. Marco Weiss allora era studente di filosofia alla Statale di Milano, guardato con profonda invidia e ammirazione dai suoi compagni di corso (tra cui la scrivente, Maurizio Porro, Salvatore Veca) perché era stato a Roma e aveva lavorato nel cinema, quello vero, come aiuto di Valerio Zurlini in Cronaca familiare. Anzi, a provare che diceva il vero, ce lo materializzò davanti, grande, ruvido, affascinante, curioso, in un paio di pomeriggi invernali di chiacchiere e calcio. La leggenda di quei racconti è diventata Sinemà, dedicato «a Valerio, che vive nel Paradiso all'ombra delle spade», il film che non riuscì mai a fare.”Irene Bignardi Marco Weiss, dopo la laurea in filosofia e dopo un'esperienza nel cinema come aiuto di Zurlini e De Bosio, è stato imprenditore e responsabile della sede italiana di una multinazionale. Ha pubblicato quattro romanzi: Il calciatore (Marcos y Marcos), Sinemà (Guanda), I bambini di Clavières e Il bravo soldato (Sedizioni)

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