Lullà

Il Geppo, un vecchio marinaio viareggino, plasmato dai venti e dalle burrasche, perde tragicamente la moglie, l’unica compagna della sua vita. Da allegro ed estroverso che era, diventa un uomo burbero e solitario, che non sa rassegnarsi. Lascia la casa di Viareggio per passare in solitudine gli ultimi anni della sua vita, rifugiandosi in un capanno sulle sponde del lago di Massaciuccoli. Quando ci arriva, vi trova Tobias, un giovane esule greco, fuggito dal suo paese perché ingiustamente accusato di un delitto. Fra i due nasce una profonda amicizia e il Geppo, nell’aiutare il fuggiasco, ritrova nuovo interesse per la vita. Aiuta il ragazzo ad affrontare l’attesa del riscatto e del ritorno a casa, insegnandogli i segreti del calafato e narrandogli le sue avventure in mare. Quando finalmente Tobias viene riconosciuto innocente e fa ritorno in patria, il vecchio si chiude nuovamente in se stesso e passa i pomeriggi sul molo di Viareggio, fissando il mare da cui attende una risposta alle sue angosce, nella segreta speranza che il giovane un giorno ritorni. Diventa così una figura misteriosa e solitaria, accoccolata su uno scoglio in cima al molo, che la gente finisce per chiamare semplicemente Lullà, quello là.
Un romanzo deliziosamente nostalgico.

Antonio Markovina, di origine dalmata, è un ex funzionario della Comunità Europea e ha svolto attività di ricerca nel campo della sicurezza dei reattori nucleari presso il Centro di Ricerca di Ispra, in provincia di Varese, dove ha svolto la maggior parte della sua carriera scientifica.
In età ormai avanzata, scrive questo breve racconto dedicandolo alla sua nipotina, appena nata, per farle assaporare i colori e i caratteri della Viareggio di un tempo, quella della sua giovinezza.

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