Blues in mi minore

“Per il malato di nostalgia è difficile sfuggire alla tentazione di chiudere gli occhi, anche solo per una frazione di secondo e lasciarsi avvolgere dagli odori stipati appena dietro le palpebre. Lì, immobili, perfettamente ordinati secondo per secondo da una vita a questa parte, come dischi di una collezione”.

“ Nei giorni di massima ispirazione il nostalgico arriva ad amare il passato al punto tale che se tornasse indietro lo rivivrebbe sì, ma con moderazione, per non sentire quel vuoto che ora lo attanaglia”.

Ostinarsi a credere che le cose importanti della vita non cambino mai è il miglior modo per finire dritti nel baratro. Questo Lara inizia a capirlo, in maniera tragicomica, a 36 anni, nel bagno del suo migliore amico. Il luogo, certo, non è il più sacro per certe rivelazioni, ma tant'è. Da lì in poi è un rapido susseguirsi di avvenimenti e cambi di direzione inaspettati che le fanno mettere in discussione qualsiasi cosa, in una storia che si sviluppa fra riflessioni e narrativa. Il tutto adagiato su un morbido tappeto di umorismo, con un continuo sottofondo musicale solo in parte tradito dal titolo.

Il romanzo non perde mai il suo filo conduttore e trasporta il lettore dentro la vita di Lara e dei suoi amici, dentro le loro storie, le loro passioni, le loro abitudini e i loro legami, che ad un certo punto, inevitabilmente, vengono messi a dura prova. Un crescendo di emozioni che tengono il lettore incollato alle pagine del romanzo.

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