Le naviganti

Quattro madri si sono riunite in una cascina dell'Alta Langa piemontese per una breve vacanza in compagnia dei loro bambini. Si dice che dal paese montano di Mombarcaro talvolta si riesca a scorgere qualche scorcio del mare ligure: inattesa realtà o leggenda suggestiva?

Emanuela, insegnante di letteratura e madre di una neonata, spera di naufragare dolcemente in quelle acque lontane...



Nel romanzo viene trattato il tema della depressione post parto e degli abissi nei quali una donna sola può essere trascinata. L'antidoto che viene suggerito è la poesia.



"Non riuscivo a togliermi dalla testa l’idea che dalle mie uova decrepite potesse uscire soltanto un obbrobrio, uno scherzo della natura – uno di quelli che lei ama giocarci, con il suo infinito sadismo. Di notte mi svegliavo in preda a incubi terribili nel corso dei quali una creatura orrenda si faceva strada nelle mie viscere, insinuandosi nelle mie cavità per consumare quel che restava di me stessa e farlo marcire.



Ogni volta che pensavo a lei riuscivo a raffigurarmela soltanto sotto le sembianze di una piovra, di un mollusco dai tentacoli lunghissimi e spire soffocanti. Era uno spettro minaccioso, del quale ero l’unica ad avvertire la presenza.

[...]

Poi una notte l’ho partorita. È stato un parto naturale; mi sono dilatata in poche ore, quasi senza dolore: dopo che il mio corpo si era divertito per mesi a inviarmi segnali di contaminazione aliena che non riuscivo a ignorare, avevo imparato ad ascoltare ogni contrazione muscolare, a rispondere a ogni suo messaggio. Sono sicura, Selene e Francesca, di essere riuscita ad affrontare il parto persino meglio di voi, che pure ci avete raccontato di aver dato alla luce i vostri bambini in casa, articolando mantra e sorseggiando tisane alle foglie di lampone. Avrei potuto far nascere Dafne anche da sola, in una caverna: è stata una questione del tutto privata tra me e il mio corpo. Le mie fibre muscolari, il mio tessuto nervoso, le mie ossa scricchiolanti volevano mettermi finalmente di fronte ai miei timori, farmi conoscere quella Nessie squamosa e misteriosa che si era celata per nove mesi nel lago tranquillo che erano un tempo le mie cavità."

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