La guerra e le false notizie: Ricordi (1914-15) e riflessioni (1921)

Nel centenario del primo conflitto mondiale, i ricordi di guerra di un testimone d’eccezione. Con uno stile sobrio e attraverso un’approfondita analisi storiografica, Marc Bloch porta sotto gli occhi del lettore l’esperienza della guerra con i suoi orrori ma anche con i suoi momenti di inaspettata bellezza.

«Le notizie false, in tutta la molteplicità delle loro forme – semplici dicerie, imposture, leggende ?, hanno riempito la vita dell’umanità. Come nascono? da quali elementi traggono la loro consistenza? come si propagano, guadagnando in ampiezza a mano a mano che passano di bocca in bocca o di scritto in scritto? Nessun interrogativo più di questi merita d’appassionare chiunque ami riflettere sulla storia».

Una lezione di scetticismo, sugli aspetti comunicativi della storia dei vinti, sui microepisodi che rispondono ad alcune domande della critica storica, attraverso leggende, percezioni inesatte, un vero e proprio esperimento di psicologia collettiva.

Agosto 1914. All’indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei Ricordi di guerra 1914-1915 un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle Riflessioni. Lo storico studia la guerra come «un immenso esperimento di psicologia sociale» e, partendo dagli stati d’animo collettivi che consentono ai pregiudizi di trasformare una cattiva percezione in leggenda, analizza la formazione e la diffusione delle false notizie che hanno circolato nelle trincee. Imbocca così una strada di ricerca che impronterà tutta la sua opera, costituendo una corrente d’indagine che darà vita a una feconda scuola di pensiero e che è ancora oggi di grande attualità.

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