Tra di voi

Nicola è uno dei tanti adolescenti del suo paese.

Una vita apparentemente normale, ma Nicola sa che non è così. Vive in una famiglia senza amore: un padre ubriacone e fannullone, assente nei riguardi della sua famiglia in tutti i sensi, una madre scialba e pettegola, dedita ossessivamente alla religione, riversando la sua repressione sul figlio.

Nicola è solo. Solo, in una società degradata e ignorante, una società cristallizzata in tradizioni assurde e una mentalità retrograda, destinata a non morire mai.

Nicola è solo, più che mai a causa del suo innominabile segreto: è gay.

Vive la sua vita tra noia e solitudine, tra delusioni e la ricerca di una pace interiore che non riesce a trovare. La scuola, le amicizie, la vita stessa, sono guardati con gli occhi di questo giovane protagonista, voce ribelle di un sistema schiacciante e scandaloso, assolutamente impensabile dalle sue parti.

Nicola vive la sua doppia identità in modo opprimente, non si accetta ma vorrebbe gridare a tutti ciò che è, ma ha paura. E la paura cresce quando, per puro caso, il protagonista vince una stupida gara di virilità a scuola perché casualmente eccitato. Ecco che le ragazzine gli corrono dietro, gli amici lo invidiano e lo stimano, pretendendo tutti ciò che non è. Ed è un susseguirsi di eventi, a volte comici, a volte tristi e riflessivi.

Poi, l’incontro improvviso, in un momento di disperazione, con un prete, Michele, che dopo pochi episodi, gli confessa le violenze subite dal padre in tenera età e di essersi rifugiato nella tonaca perché anch’egli gay. Questo incontro cambierà la vita di Nicola, prima in appagamento, in comprensione ma poi, dopo la scoperta da parte della madre del protagonista della relazione anomala, diventerà l’incontro che lo condurrà alla sua distruzione interiore, fino a portarlo alla fuga dalla sua terra.

Il romanzo è infarcito da varie frasi ed espressioni dialettali che vogliono donare colore al testo, rendendolo a volte tragico e comico, ma evidenziando l’incredibile e gigantesca mole di ignoranza che, ancora oggi, nel terzo millennio, vieta la felicità di individui che chiedono al mondo soltanto di poter vivere.

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