La ragazza alla finestra

“Per qualche anno della mia vita la dirimpettaia, una ragazza di età tra i sedici e i diciannove anni, ha ascoltato What is Love ogni pomeriggio alle 16 in punto a volume altissimo.” Comincia così il reportage tragicomico “in differita” di Violetta Bellocchio. Da quando, per scrivere un libro, decide di andare ad abitare in una piccola cittadina vicino a Viareggio, comincia infatti per lei una sorta di discesa agli inferi, in una provincia imborghesita in modo grottesco. Cosa è successo al piccolo paese dell’entroterra della Versilia con un’eredità di povertà, dignità e lotta sociale? I fruttivendoli sono stati soppiantati – senza colpo ferire – da gallerie d’arte per lo più vuote, il numero di ristoranti e bistrot “salati” è cresciuto vertiginosamente. E la ragazza appassionata di house music di vent’anni addietro? È solo una comparsa tra immigrati con bambini urlanti, vicini che minacciano di mandar loro a casa i servizi sociali, tipi poco raccomandabili armati di quad bike, donne sole e un po’ furiose o ciondolanti in vestaglia, nuclei familiari con molti padri e figli ma pochissime madri. E nessuno sembra andare a scuola, nessuno sembrava avere un lavoro. Cosa è successo a quest’angolo del mondo? E, soprattutto, come sopravvivere senza danni collaterali?

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