Sognavo di essere Bukowski

“Nel mondo di Armuzzi tutto è paradossale e l’ironia scorre a fiumi, tanto che il lettore non può fare a meno di leggere e ridere contemporaneamente” (Corriere della Sera).


“Da figlio di papà a studente fuori corso, e poi giù fino a spacciatore, pappone e rapinatore, il nostro antiaereo attraversa di corsa tutti i miti del giovanilismo trasgressivo: il rock che più duro non si può, le feste più distruttive (da antologia il party a casa dei genitori), le droghe, l’alcool, il sesso”. (Il Giorno).


Una Milano anni ’80 vissuta tra feste a cui imbucarsi e un’improbabile vita universitaria, Sex Pistols e Duran Duran, punk e yuppies, centri sociali e centri di bellezza, gin e whisky, modelle e travoni, Santa Margherita e San Vittore, il Rocky Horror Picture Show al Mexico e le domeniche in curva a San Siro, stiliste e cubiste, tossici senza futuro e snob intellettuali proto-hipster.
Un irresistibile e divertentissimo romanzo di (de)formazione generazionale diventato un fenomeno di culto torna finalmente disponibile in una nuova versione digitale.
Un viaggio dissacrante e irriverente nell’Italia degli anni ’80 insieme a Marino Guzzi, giovane bocconiano senza speranze travolto dalla vita e dai suoi miti: “Volevo vivere come Mishima e uccidere come Burroughs. E sognavo di essere Bukowski, buttato qua e là tra i bordelli di Los Angeles, con un bicchiere di whisky in mano e una prostituta accanto”.

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