L'assenza

Le braccia aperte, i palmi delle mani rivolti verso l’alto, le gambe distese, Monica teneva gli occhi chiusi, puntati verso il sole. Sentiva l’acqua lambirle la pelle. Udiva il gorgogliare del mare rifranto dal suo corpo. Non opponeva resistenza. Non muoveva le mani o le gambe per imprimere una direzione. Lasciava fare all’acqua.

Le voci dei bagnanti diventavano sempre più lontane. Se avesse sollevato la testa e guardato verso la costa, avrebbe visto gli ombrelloni diventare una grande macchia colorata e non avrebbe saputo più distinguere il punto da cui era partita.

Ancora qualche minuto di non-resistenza all’acqua e i metri dalla spiaggia sarebbero stati troppi per tornare indietro.

Aveva questo coraggio?

«Che cosa ho da perdere?» pensava Monica.





La vera vita è assente, scriveva Arthur Rimbaud.

Invece per Monica la vera vita c’è ed è presso l’uomo che ama.

Per poterla vivere è disposta a rinunciare a tutto quello che ha, a tutto quello che è stata finora.



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