Apologia (bolognese) degli anni '80

Ehy, mi rivolgo proprio a te. Si, a te, che hai più di trent’anni. A te che appena sveglio facevi colazione col Nesquik, cercavi la sorpresa nella scatola e leggevi il giornalino “Più” ripromettendoti di convincere la mamma a comprarti al più presto le “Scimmie di mare” da ammaestrare. A te che prendevi il pallone di gomma dura “Tango” e correvi al campetto per provare la catapulta infernale dei gemelli Derrick, magari invocando l’energia solare di Daitarn 3. E poi tornavi a casa e davanti alla tv sognavi di baciare la bella aliena Lamù o di seguire le lezioni di ballo di Lydia Grant o quelle di pianoforte del professor Shorovsky di Saranno Famosi. A te che nei tuoi pomeriggi, prima guardavi il Postalmarket della mamma perché c’erano le modelle dell’intimo e poi salivi sul sellino duro della tua Bmx e correvi sperando di ritrovarti prima o poi a Fantasilandia e tornando a casa sognavi che i tuoi nuovi vicini di casa fossero George e Louise Jeffersons. Che un po’ ti vergognavi ma non vedevi l’ora di vedere la nuova puntata di Candy Candy e Kiss me Licia, proprio tu che con le ragazze ti sentivi a volte imbranato come Ataru Moroboshi e altre volte un perfetto Wild Boy come Simon Le Bon.

Se ti riconosci anche solo in parte in questa descrizione, queste pagine sono dedicate a te, affinchè non dimentichi quello che, per fortuna, hai vissuto in quei fantastici anni ‘80.



Alessandro Babini

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