Rondò

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Rondò
Autore
Kazimierz Brandys
Editore
Edizioni E/O
Pubblicazione
12 novembre 2014
Categorie
Un gioco d'impronta faustiana, il rifiuto della contingenza storica travestita da necessità, il tentativo di ridisegnare sorti nazionali e personali secondo un progetto governato dall'acquisita capacità di "pensare secondo fatti immaginari"; una sfida teatrale e pericolosa in nome di una ragione individuale; un confronto ambiguo con la secolare propensione polacca al miracolo e all'impossibile; le vicende della Varsavia occupata dalle truppe naziste, la resistenza, l'insurrezione, l'incontrarsi di sorti e personaggi ad un crocevia (rondò) che a distanza di tempo si rivela una soglia dell'immaginario; la parabola di un pettegolezzo nato in un liceo di provincia e destinato ad influire sulla storia patria. Tom, protagonista del romanzo, partigiano durante l'invasione, innamorato di una giovane attrice, asseconda la sua bizzarra vocazione teatrale e la passione che lo lega a lei creando una fittizia organizzazione clandestina -Rondò- in cui l'amata, pur credendosi parte attiva della lotta al nazismo, non debba correre alcun rischio; il gioco della fantasia è uno strano gioco e la creatura sfugge al creatore: Rondò diviene una forza politica e militare influente e Tom dopo la guerra si trova addosso un'accusa di deviazionismo che lo porterà nelle carceri socialiste ; una vecchia diceria che lo vuole figlio naturale del maresciallo Pisudski, eroe e capo di stato, lo accompagna lungo tutta la vicenda determinandone singolarmente gli esiti. Tom divide la sua biografia in tre epoche: meccanica la prima, in cui la vita gli scorre addosso per inerzia, naturale la seconda, dominata dagli istinti, dalla paura, dalla lotta, metaforica la terza in cui la memoria svela l'artificiosità delle condizioni in cui si sono svolte le due precedenti, circostanze immaginarie che "finiscono per costituire una sorta di metafora": è l'epoca delle soluzioni immaginarie in cui Tom, normalmente geniale, contraddittorio e segnato da un grano di follia, per confutare un saggio apparso su una rivista storica ingaggia battaglia con la memoria e racconta la sua avventura, alla vigilia di una svolta importante, ultimo dei tanti colpi di scena che il libro riserva. Con un artificio affascinante e simile a quelli del suo personaggio, Brandys (noto e premiato in Occidente) lascia che la trama, serrata e complessa, affiori tra le incongruenze e i salti di una memoria personale che "non si attiene al susseguirsi dei fatti, ma si concentra attorno a punti sparsi formando grumi, come agglomerati di civiltà in mezzo a cui si stende una terra di nessuno" e si insinui per vie insolite nella coscienza e nella memoria del suo lettore. Si attende ora con qualche impazienza la pubblicazione del suo
" Irrealtà ", opera per molti, sorprendenti versi parallela a " Rondò ".

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