Iacopo da Todi: (quasi un film)

Raffaella L. Pagliaro - Flavio Quarantotto, Iacopo da Todi, Società delle Lettere, (Società delle Lettere, delle Arti, delle Scienze), Caserta, ed. cartacea 2005, ed. kindle 2014.


Gli autori ricostruiscono, sulla base di studi e documenti, la personalità e il dramma di Jacopone da Todi, vissuto nella prima metà del ‘200.
Uomo di raffinata cultura giuridica, filosofica e letteraria, Jacopo vive una giovinezza dissoluta, secondo i costumi goliardici dell’epoca.
Si innamora di Vanna Di Coldimezzo e la sposa: ma Vanna muore durante una festa per il crollo di una terrazza. Jacopo trova sotto il suo corsetto un cilicio. E’ la svolta di tutta la sua vita.
Disperato, in un drammatico soliloquio, Jacopo accusa Dio di indifferenza per il dolore degli uomini; ma poi intuisce che anche la morte della sua sposa innocente può far parte di un disegno provvidenziale. Vende ogni suo avere, si dedica ad una vita di aspra penitenza per dieci anni, poi chiede di entrare nell’ordine dei Francescani spirituali.
Diventato frate, tocca con mano la dissolutezza in cui è precipitata la Chiesa, rappresentata da Bonifacio VIII: diventa il suo principale antagonista, firma con i Colonna il “manifesto di Palestrina”, con cui si accusa Bonifacio di simonia. Caduta Palestrina è fatto prigioniero: sarà liberato solo dal nuovo Papa, Clemente.
La sua statura morale e il suo spirito religioso, che rasenta un ascetismo estremo, si impongono sullo sfondo di una storia politica e religiosa di forti contraddizioni, documentata con rigore dagli autori. Jacopo è un punto di riferimento decisivo nella storia letteraria italiana: autore dello Stabat Mater, delle Laude, introduce nel linguaggio poetico volgare una densità concettuale ardita, che ne fanno uno dei maggiori poeti delle nostre origini.
Il lavoro ridisegna, nel suo contesto storico e culturale, la stessa figura di Bonifacio VIII, che la critica recente sta significativamente rivalutando.
Il testo è un esperimento di “scrittura visiva”: si svolge come un copione cinematografico, spogliato di ogni superflua indicazione tecnica, per scene, con un impianto esclusivamente dialogico, capace di mettere in luce insospettate delicatezze nel carattere spigoloso di Jacopo e profondità di pensiero in Vanna, sposa giovinetta.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Raffaella L. Pagliaro

Viaggio in Tibet

Viaggio in Tibet di

Raffaella L. Pagliaro, Viaggio in Tibet. (Romanzo) Un viaggio in Tibet per fare chiarezza nei propri sentimenti. Daniel, inviato di guerra, è sempre lontano; lei si chiede se quel rapporto può sopravvivere nel tempo, se corrisponde alla sue attese. Il compagno di viaggio è Andrea, un amico dei tempi della scuola che la guida nella cultura tibetana, così lontana da quella occidentale. Quei riti,...

Giallo in corso

Giallo in corso di

Ulderico è un professore universitario che si occupa di filologia classica: quarantenne, celibe, un po' indolente, vive insieme ad una cane, Schopenhauer, un bastardone che è in piena sintonia con lui e capta ogni sua intenzione. Ogni anno, d'estate, Ulderico visita le isole greche dello Ionio, un po' per rilassarsi, un po' per scoprire qualcosa di nuovo in quella antica civiltà. È a Cefalonia ...