Onore Spezzino

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Onore Spezzino
Autore
Alberto Scaramuccia
Editore
Edizioni La Cucù
Pubblicazione
19 aprile 2013
Categorie
Nell’aprile 1904 alla Spezia si rappresenta per la prima volta Otello di Verdi. Non lo si era messo in scena prima in quanto i costi non lo permettevano. In quel momento, però, le spese s’abbassano perché si utilizzano le scene appena usate on un’edizione romana dell’opera. Le cronache cittadine che c’informano di tutto, ci dicono anche che nel 1890 se n’era data un’edizione parodistica con due protagonisti eccezionali nelle vesti del Moro geloso e dell’infelice Desdemona: Gamin e Fritz. Sono nomi che oggi ai più dicono assai poco, ma all’epoca tutti li identificavano immediatamente. Erano Ubaldo Mazzini, il grande studioso delle cose spezzine, e Federico Paganini, che diresse poi la più prestigiosa testata spezzina, il Corriere della Spezia. Due grosse personalità, quindi, che da giovanotti amavano lo sberleffo irriverente.
Quando poi nel 1904 si dà Otello, quello vero, viene rappresentato subito dopo Traviata: due opere verdiane in cui si dice del sentimento della gelosia e del rancore del maschio che si ritiene offeso.
Per combinazione, proprio in quel mese di aprile di 109 anni fa, succedono uno dopo l’altro due episodi in cui si offendono delle signore, il ché causa la conseguente esacerbata reazione dei rispettivi sposi.
A questi tre episodi è dedicato il libro.

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