Viaggio di un povero letterato (Italian Edition)

Compra su Amazon

Viaggio di un povero letterato (Italian Edition)
Autore
Alfredo Panzini
Pubblicazione
18 aprile 2013
Categorie
Questo libro nàcque senza l'intenzione di diventare un libro. In orìgine èrano note, o segnalazioni, le quali — in questo mio viàggio nel lùglio del 1913 — battèvano con tanta insistenza nell'apparècchio del cervello, che fui costretto a trovare un lapis e un taccuino.

E come i quìndici giorni del viàggio finìrono, mi distraevo a Bellària nello sviluppare quei segni ed appunti.

Capitava allora, assai spesso, su la bicicletta, nel gran sole del mezzodì, l'alta figura bianca di Renato Serra; e ricordo che gli lessi quel capìtolo che comìncia: Pisa, Battistero, Chiesa e Cimitero e poi il campanile che suona o suonava una volta.

Ricordo che poi volle lèggere lui, e lesse, e segnava le pose con quella sua voce pacata e pura, che era sua singolare maniera di lèggere, quasi attendesse un'eco di risposta interiore. Disse che vi trovava alcun nòbile ritmo.

E così l'anno seguente, che fu il 1914, mandai il manoscritto all'amico Giovanni Cena, che dirigeva — morto anche lui! — la Nuova Antologia.

Cena mi consigliò molti tagli o mutilazioni per quelle ragioni di scrùpolo, che, dal più al meno, si impòngono ai direttori delle Riviste, in generale; poi, in particolare, mi consigliò di smèttere con le impressioni dei miei vagabondaggi.

Così, in proporzioni ridotte, il libro uscì nei nùmeri del gennaio e del febbraio 1915 della Nuova Antologia.

Ma un po' per la Guerra, un po' per quelle parole di Cena, io non pensavo più a questo mio lavoro, quando nel 1916 mi sorprese un «artìcolo» di Giovanni Papini —, che allora non conoscevo di persona —, dove mostrava di essersi accorto di questo mio Viàggio, anzi diceva al pùblico: «Come? non vi siete accorti?». Confesso che le parole di Papini fècero sussultare le ùltime corde del pianoforte della vanità: che non è mai fracassato abbastanza sì che non mandi [xi]alcun guizzo. E infatti rileggendo poi me stesso come se altro io fossi stato, mi parve che in questo libro, scritto prima della Guerra, si contenesse qualcosa che presentiva la Guerra, e qualcosa anche che meritava di vìvere anche dopo la Guerra. «Ma perchè stamparlo se gli ànimi e i corpi dovranno cadere sotto il tetro materialismo germànico?» Io vissi questi anni in questo ìncubo; e tutt'al più pensavo a questo libro come a una tomba per seppellirvi con onore certe gentilezze che la vittòria germànica avrebbe raso al suolo, come fece nel suo passàggio di tutte le cose belle.

Ora lo spaventoso ìncubo va dileguando e la vita sembra aver ragione su quella tetra morte germànica. Perciò il libro vede la luce.

Certo è che dopo questa Guerra, se veramente desideriamo che la Germània non vinca, anche se vinta, è necessària un'altra vittòria: quella su noi stessi.

Ma per ciò che riguarda questo libro, voglio ora sperare che Giovanni Papini, il quale fu principale cagione della stampa, non se ne debba pentire.





Viaggio di un povero letterato (Italian Edition), In attesa del treno, a Vicenza, Bologna, uòmini, Venèzia, La festa della mamma, L'alloro ed il cipresso

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Alfredo Panzini

La cagna nera

La cagna nera di

Quando mi tornano a mente i miei genitori (adesso si stanno accanto nel cimitero del villaggio) e gli anni della mia giovinezza, allora gli occhi si ricolmano di lagrime. Ecco: era lassù! da tutte le strade del piano, anche da lontano, lo si distingueva il palazzo antico e quadrato, su in vetta della collina, con i quattro cipressi alti che dentellavano il cielo e facevano la guardia al portone...

Il romanzo della guerra nell'anno 1914

Il romanzo della guerra nell'anno 1914 di

Struggente, intenso, amaro. "Il romanzo della guerra nell'anno 1914" è uno dei più bei libri di Alfredo Panzini.Alfredo Panzini (Senigallia, 31 dicembre 1863 – Roma, 10 aprile 1939) è stato uno scrittore, critico letterario e lessicografo italiano.....

Grammatica italiana

Grammatica italiana di

Pensare alla grammatica italiana ed evocare obblighi scolastici e regole di coniugazioni o concordanze è tutt'uno, e questo non la rende un argomento troppo allettante. Oggi, poi, può sembrare più utile studiare altre lingue, una innanzitutto, visto che l'inglese ha messo radici in parecchi ambiti della nostra vita (tecnologia, economia e politica) e nelle nostre scuole, senza contare che ci co...

Il diavolo nella mia libreria

Il diavolo nella mia libreria di

Un espediente straletterario come quello di un'eredita fatta di libri – ormai datati e risalenti alla Rivoluzione Francese - serve ad Alfredo Panzini per innescare le polveri dell'ironia contrapponendo i vecchi testi a quelli dell'oggi, il primo ventennio del '900. E' l'epoca della Grande Guerra e dei sommovimenti sociali che anticiperenno l'era fascista, e che Panzini immortala in maniera mag...

La lanterna di Diogene

La lanterna di Diogene di

È “un ardente pomeriggio” dell’11 luglio, allorché l’autore varca la Porta Romana di Milano (“dove è necessario possedere un sistema nervoso fabbricato appositamente.) su una vecchia bicicletta per raggiungere un paesucolo sull’Adriatico, in Romagna, Bellaria: “ornate le gambe di un paio di novissime calze, montai in sella.” Ci delizia subito una scrittura frizzante, briosamente arguta e civett...

IL ROMANZO DELLA GUERRA: NELL'ANNO 1914 NARRATIVA ITALIANA 6

IL ROMANZO DELLA GUERRA: NELL'ANNO 1914 NARRATIVA ITALIANA 6 di

Fu il 30 giugno, giorno degli esami al Politecnico: uno studente trentino giunse in ritardo. Aveva quasi le lagrime agli occhi per la commozione. La sera precedente - mi pare - era scoppiata la notizia della tragedia di Seraievo: l'arciduca Francesco Ferdinando da Este, l'erede al trono d'Austria, era stato assassinato. - Giustiziato! - Come crede lei, mio caro giovine, risposi. - Posso conveni...